Mai sentito parlare di tartaro?

Mai sentito parlare di tartaro?
Il tartaro può essere definito un insieme di depositi minerali e batteri fortemente adesi ai denti; costituisce una zona di ritenzione della placca batterica, i depositi calcificati possono contenere dei prodotti tossici per i tessuti molli.

Il tartaro può essere:
sottogengivale, ha un colore rossiccio per la presenza di piccole emorragie gengivali, è più consistente e si deposita nelle profondità del solco gengivale. Trovandosi al di sotto della gengiva non è immediatamente visibile e contribuisce alla formazione della tasca parodontale collegata alla parodontite. Il tartaro sottogengivale provoca spesso alitosi.
sopragengivale, si forma in meno di due settimane. Si presenta sotto forma di piccole incrostazioni bianche o giallognole che ricoprono la superficie del dente intorno al bordo gengivale. Le gradazioni di colore vanno dal bianco al nero.

In quanto tempo si forma?
In alcuni individui è sufficiente circa una settimana per formare un tartaro ben calcificato, mentre per le prime concrezioni bastano pochi giorni.
In altri termini il tartaro è paragonabile alle incrostazioni che rimangono attaccate alle pentole dopo la cottura.
Se i tegami vengono lavati in lavastoviglie entro pochi minuti, l'azione pulente di detersivo ed acqua ad alta pressione (spazzolino) riesce a rimuovere efficacemente i residui di cibo (placca batterica). Al contrario se le pentole rimangono a lungo sporche le incrostazioni si seccano e si solidificano sempre più rendendo inefficace l'azione sgrassante della lavastoviglie. Solo un lavaggio a mano ("pulizia dentale") con specifiche spugne (gli strumenti del dentista) sarà in grado di eliminare le incrostazioni più ostinate.

Come ci si difende?
La difesa migliore consiste nella prevenzione:
Occorre evitare che il tartaro si formi rimuovendo la placca con regolari azioni di igiene orale ad ogni pasto. Oltre ad un'accurata opera quotidiana di pulizia è molto importante sottoporsi a visite di controllo periodiche da effettuare ogni 6-12 mesi a seconda della predisposizione individuale.

E se il tartaro si è già formato?
La rimozione del tartaro o detartrasi, avviene manualmente o tramite l'innovativo metodo degli ultrasuoni. A tale operazione viene spesso associata la lucidatura dei denti che diminuisce ulteriormente il rischio di formazione batterica.
Generalmente si consiglia di sottoporsi all'intervento di rimozione una volta ogni 6-18 mesi in base alla velocità di deposito del tartaro.